“Un po’ mi rattrista che potrei aver fatto l’ultimo giorno di scuola della mia vita senza neanche sapere che era l’ultimo”. È la surreale situazione che sta vivendo Simone, e come lui molti altri studenti dell’ultimo anno di scuola superiore, che nei prossimi mesi si troveranno davanti a un esame di maturità ancora incerto. Gli studenti che già disorientati dallo sconvolgimento epocale che la scuola sta affrontando, vivono la tipica preoccupazione dell’esame di stato in una maniera del tutto nuova.
Una Maturità nuova quella del 2020, come quella del 2021, in emergenza protetta da mascherine, segnata dalla distanza di almeno due metri tra candidati e commissari, senza abbracci. Come ci sono arrivati alla prova i ragazzi? Con lezioni online per tutto il secondo quadrimestre e informazioni che cambiavano di giorno in giorno. Hanno conosciuto l'isolamento e l'incertezza sulle regole dell'esame a distanza, non hanno potuto vivere gli ultimi mesi dei loro cinque anni tra i loro banchi, niente ultima gita, addio risate e preoccupazioni da vivere e condividere prima di diventare "grandi".
Se all'inizio la notizia della fine delle lezioni in classe ha incitato gioia, felicità e spensieratezza di poter prenderci una pausa dalle interrogazioni e i compiti in classe, pochi giorni dopo ha portato allo smarrimento totale e alla nostalgia del contatto umano. Termineremo questo ultimo anno dicendo: “addio alla vita quotidiana in classe, addio alle risate con i prof e amici, addio ai bigliettini passati sotto i banchi durante le verifiche, addio alle ore passate in bagno facendo finta di sentirsi male, addio alle corse per non fare tardi la mattina, addio allo zaino pieno di libri, addio alle ore noiose di matematica, addio alle chiacchierate su qualsiasi argomento per perdere tempo e non fare lezione, addio ai brutti voti ma soprattutto addio a quel 5 marzo che inspiegabilmente è stato il nostro ultimo giorno di scuola”.
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